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Diario
4 ottobre 2007
I buffoni - spettacolo itinerante sulla diversità
È uno spettacolo itinerante sulla diversità. Ogni attore ha una deformazione fisica e mentale e gli attori accompagnatori conducono il pubblico nei meandri del paese e delle diversità della nostra mente coinvolgendo lo spettatore a condividere momenti della vita di tutti. Ci sarà il gobbo, il matto, colei che si muove sempre nel momento sbagliato scegliendo sempre la via più difficile, il deforme... Il tutto in un'esperienza che coinvolge in un miscuglio di posti segreti...
diversità
anormale
itinerante
| inviato da TeAtRoDeLRiMbOmBo il 4/10/2007 alle 10:43 | |
14 giugno 2007
C'ERA UNA VOLTA IL GIORNO DOPO...
di Enzo Buarné e canzoni di Andrea Robbiano
regia Enzo Buarné
con Diego Azzi, Tiziana Boccaccio, Enzo Buarné, Laura Gualtieri,
Stefano Iacono, Raffaella Porotto, Andrea Robbiano, Anna Toffoli, Gianna Toffoli
e con le musiche e gli arrangiamenti del maestro Andrea Pestarino
“C’era una volta…il giorno dopo” è uno spettacolo circense, una fiaba ritmica, ma anche uno spettacolo di canzoni (tutte originali).
Attraverso un viaggio dialettico nel quale un burattino tenta di capire come si vive fuori dalla favola, si attraversano varie situazioni della vita che, viste dal di fuori, spesso stupiscono e svelano le loro contraddizioni.
Il nuovo bimbo si trova schiacciato dalle opinioni e dalle oppressioni di chi gli sta intorno;
comprende la mancanza di moralità che c’è dietro l’economia che regge il nostro mondo commerciale; incontra il sapore di una fede che rivela spesso il suo ruolo di facciata che non ricorda in realtà i valori da riportare all’uomo; osserva, incantato e incatenato nei ritmi della vita, amori casuali che ti programmano un futuro logico; è testimone di orrori di cronaca alimentati dalle mani crudeli di giornalisti assetati di notizie clamorose.
E ancora si ritrova imbrigliato nella costruzione dell’avere a discapito dell’essere
e viene catapultato in seguito nel gioco crudele della guerra, dove si ritrova come in uno specchio di fronte a un nemico uguale a se stesso, scoperta che lo distrugge e gli fa desiderare di diventare piccolo e non possedere nulla se non un posto dove essere protetto.
E quando al tramonto della vita si affaccia la figura della morte si staglia davanti ai suoi occhi
il sorriso di una speranza che lo spinge a continuare ad amare questa folle giostra.
Tutto questo succede tramite scene di movimento, parole, musica e ritmi che conducono il burattino in queste fasi della vita.
1 settembre 2006
CABARENOIR - divertente commedia di fantasmi attori
CABARENOIR - di Enzo Buarné con 5 attori (3 donne e 2 uomini)
Sinossi: 4 fantasmi si annoiano in un'aldilà improbabile incastrati nel tempo e nello spazio dentro un castello, fino a quando dalla realtà non arriva un attore che capita lì per caso. Questa presenza recherà parecchio scompiglio tra le ombre che si trasformerà con il tempo in divertimento, tanto che...
C'è nessuno? E' permesso? Ma guarda se è il modo di trattare gli ospiti... Ti aprono la porta e non trovi nessuno ad accoglierti. Bel modo di trattare i clienti. E se fosse un'abitazione? Tanto peggio.. non si apre la porta a uno sconosciuto lasciandogli la propria casa in balia. Perdonatemi, signora, non vi avevo veduta. (Che donna...)
Zatrasia, parla con te questo?
Signora, incontrare voi è la cosa più bella che mi sia capitata in tutta la giornata e sotto il sole voi siete una delle creature più incantevoli che io abbia mai veduto in assoluto.
Bè, non so come, ma ho l'impressione che dica proprio a me
Dunque ci vede?
Non sapete come, signora, perché non potete vedere la luce che è in voi.
Ci vede, ci vede, e a giudicare da quello che dice si può asserire che ci veda anche piuttosto bene.
Avevi ragione, sai, Zatrasia: uomo, giovane, ma bello proprio non si può dire.
| inviato da il 1/9/2006 alle 15:32 | |
1 settembre 2006
ADDIO, MONDO CRUDELE... commedia critica sulla psicoanalisi
Addio, mondo crudele... - scritta da Tobia Rossi, che ha vinto il premio Eduardo De Filippo con questa commedia. Rappresentata dal Teatro del Rimbombo nel 2004. 6 personaggi (3 uomini e 3 donne).

Sinossi: Una donna e un uomo si ritrovano casualmente sul cornicione della propria psicoanalista decisi a farla finita. Qui però incontrano vari ostacoli, primi tra tutti i rispettivi coniugi. Tutto avviene in bilico tra la facciata e il vuoto, proprio come sono state le loro vite fino ad allora...
Chi è lei, scusi? Cosa le interessa? Anche lei qui per buttarsi? Per ammirare il panorama no di certo. Avrei utilizzato il balconcino dall'altra parte. Acuta osservazione. E come mai è spuntato fuori da quella finestra lì? E' il vicino di casa della dottoressa? No, quella è la sala d'aspetto. Ah, giusto. Studio e sala d'aspetto. Sì, e ho deciso di andarmene ancora prima della seduta e al diavolo la psicoanalisi. Ah, ho capito. Qui anche lei vorrebbe sul serio farla finita qui, adesso? Sì. Beh, che c'è di male? Come si butta lei, posso buttarmi anch'io, scusi, eh. Non è mica suo il cornicione.

| inviato da il 1/9/2006 alle 14:55 | |
1 settembre 2006
TRIGENTAGRAMMA - spettacolo sul mistero della verità
TRIGENTAGRAMMA - scritto da Enzo Buarné su un soggetto di Akira Kurosawa Spettacolo con 10 personaggi. La colonna sonora dello spettacolo è stata scritta appositamente dal musicista Luca Olivieri che è stato appunto ispirato dalle prove del testo del Rimbombo.

Storia di un omicidio avvolto nel mistero
Sinossi: I testimoni o i conoscenti delle vittime e dei carnefici offrono diverse e contraddittorie versioni della vicenda lasciando trapelare alla fine che la verità non potrà mai essere completamente catturata dagli uomini. Le atmosfere sono vagamente giapponesi nelle immagini che richiamano agli occhi.
Fluttuando leggeri leggeri sui rami, ora apparendo, ora scomparendo sui dubbi degli uomini, sulle vie che attraversano il bosco, sugli appicicaticci pensieri incantati... sui sogni ... sui peccati... Ogni strada è una causa perduta che passa nel bosco. Ogni voce, ogni suono, ogni ombra ha una via da seguire attraverso l'intrigo di rami di schemi oscuri...
Ci sono punti che estinti si incontrano dietro le nostre ombre e danzano felici. Gli uomini, i piccoli uomini, danno nomi bizzarri a queste danze: ogni danza ha un nome. Ma una danza di ombre non è che un riflesso di ciò che avviene altrove. La verità è soltanto un giuoco di scatole.: ognuna ne contiene un'altra. La verità appartiene agli dei. Gli uomini, a forza di cercarla, finiscono col perderla.
| inviato da il 1/9/2006 alle 14:32 | |
1 settembre 2006
Info
Il Teatro del Rimbombo è attivo su diverse letture anche a tema del committente, improvvisazioni... Gli spettacoli presenti nel blog sono testi depositati alla SIAE: per visionarli ed eventualmente usarli in spettacoli di altre compagnie mandare una mail a uno dei seguenti indirizzi:
ellegualtieri@yahoo.it altrist@lillinet.org
Il gruppo annualmente cura un corso di recitazione che si tiene ai Crebini (Castelletto d'Orba), dove vengono svolti saltuariamente stages intensivi di teatro. Siamo attivi anche sulle scuole tenendo corsi annuali soprattutto su temi attuali quali la paura, la diversità, la rabbia o altri sentimenti vedere e veicolare con equilibrio...
Per il teatro nelle scuole densa è la collaborazione tra l'Associazione culturale Teatro del Rimbombo (operativi nelle scuole Laura Gualtieri, Andrea Robbiano ed Enzo Buarné) e quella del Teatrodistinto, condotta da Daniel Aaron Gol e Laura Marchegiani

Molti sono attualmente le brevi performance che il gruppo prepara per rappresentare soprattutto presso la sede dei Crebini. Si tratta di brevi happening della durata di circa mezz'ora. Citiamo tra questi La mia Boheme di Buarné con Enzo Buarné e Laura Gualtieri e Il Frigo di Copie con Andrea Robbiano per la regia di Tobia Rossi, Il Vangelo secondo il folle di Andrea Robbiano.
CONTATTATECI!

| inviato da il 1/9/2006 alle 10:1 | |
31 agosto 2006
VON BLAU - Poesia teatrale sulla morte e sulla nascita
Spettacolo con 5 donne e 3 uomini scritto da Enzo Buarné e rappresentato per la prima volta dal gruppo nel 1994.
Sinossi: Tragedia poetica in chiave ironica della fine di un'epoca. Un principe ha perduto la memoria e il suo servitore aiuta a ricordare la sua vita fatta di abusi e crudeltà verso donne rese anch'esse invidiose, vanitose, malefiche e superbe. Nel vaso di Pandora resta al solito la speranza, speranza incarnata dalla donna di domani che dà vita al senso della continuità
Piccole gocciole di colore si avvicendano sulla lastra che sta al centro del mio cervello supremo, cavalcano veloci dentro la mia testa e diventano immagini. Loro vengono per una missione molto urgente... ma io apro gli occhi e non ricordo più nulla. E non so neppure più chi sono.
.... Io sono sempre in procinto di capire. Ogni volta che l'immagine riflessa dagli specchi mi torna familiare, ogni volta che sto per riconoscermi mi sveglio, e da sveglio ogni cosa scompare. Mi sento avvolto da questo vuoto feroce. Dev'essere piacevole sentirsi avvolti... avvoltolati... piacevolmente avvoltolati talvolta... talvoltolati.
La primavera non è superstite all'inverno, ma il risveglio dell'armonia. Manca qualcosa a questo canto... Radici, nuove radici dal mio ventre camminano verso il futuro... Io: felice d'esser davvero donna adesso...
| inviato da il 31/8/2006 alle 14:45 | |
30 agosto 2006
DINNER - Tragicommedia sarcastica
Dinner è un tragicommedia sarcastica altamente ironica scritta da Moira Buffini e tradotta in italiano da Laura Gualtieri. Non è stata ancora rappresentata in Italia. Ecco alcune battute sparse…

Paige Io adoro i politici. L’ultima volta che ne ho visto uno è stato sulla porta al periodo delle elezioni. È stato così convincente che per poco non partorivo il suo bambino. ………………………………………………………………………………………………………… Wynne Disse come hai potuto, non è come il mio Dissi è impressionista Disse ma guarda le mie palle; me le hai rimpicciolite Dissi hanno un aspetto favoloso Purtroppo i suoi avversari politici ne hanno pubblicato una riproduzione sul loro giornale con la didascalia “Ecco un membro dell’opposizione” L’ho preso come un segno! ………………………………………………………………………………………………………. Sian Mi piacciono i graffiti sul retro delle porte dei cessi. Ne ho visto uno oggi che diceva “Fanculizzati, stronzo”. È arte? ………………………………………………………………………………………………………… Lars E il mondo è una folle cacofonia di eccessi. Ogni cosa che vive si sta consumando, è in uno stato di decadenza. Hai ragione, non siamo meglio dei microbi. Ci sono mille motivi per pensare che le nostre vite non hanno alcun senso. Il dolore… l’ingiustizia.... Ti puoi attaccare a tutta quella negatività come a una grossa tetta amara. Tutto questo genere di pensieri porta all’inevitabile… ………………………………………………………………………………………………………… Hal Guarda, io so che siamo nati senza una ragione e sopravviviamo per puro caso. Lo scopro ogni volta che guardo al microscopio organismi muti che si moltiplicano a vuoto, si divorano in modo stupido, muoiono inutilmente… un enorme morte umana in ognuno di loro come… peggio di un incubo ………………………………………………………………………………………………………… Paige Tre settimane. Mi sono scervellata a pensare come potevo cucinare questo piatto senza che se ne accorgesse Lars. Come potevo nascondere questa fantastica sorpresa? E ho trovato una soluzione geniale. Ho messo la pentola sul lettino da sole nella casa estiva. In questo modo poteva non solo avere calore, ma anche luce per la fotosintesi. Ogni giorno andavo fuori a mescolare e circa una settimana fa ho aggiunto una spruzzatina di lievito ………………………………………………………………………………………………………… Paige Comunque, c’è una pentola di acqua bollente in cucina e un laghetto ornamentale nel patio, che ho fatto riempire al cameriere con della brina. Se volete che la vostra aragosta viva, portatela fuori e riportatela al suo elemento naturale. Se volete mangiarla, portatela in cucina, mettetegli la testa nell’acqua bollente, ascoltate il suo urlo e quando sarà cotta il cameriere ve la servirà. Voi potete aprirla, togliergli la sacca dello stomaco e dell’intestino e gustarla con questa invitante insalata. La via della redenzione…oppure… Apocalisse d’aragosta. La scelta, miei dei, è la vostra. ………………………………………………………………………………………………………… Mike Due minuti di verità? Cazzo. Perché certe bugie sembrano più vere della verità? La visione di uno della verità può essere la peggior menzogna per qualcun altro. Perché questo? Cosa ne pensi, Lars? Perché essendo un grande pensatore suppongo che hai a che fare tutto il tempo con la verità. Ne siamo spaventati o semplicemente le bugie sono molto più divertenti?
| inviato da il 30/8/2006 alle 14:51 | |
30 agosto 2006
FAVOLA JAZZ - stralci del testo
Favola Jazz - Commedia a minimo 8 personaggi (5 maschi e 3 femmine) scritta da Enzo Buarné e allestita per la prima volta dal teatro del Rimbombo nel 2000.

Ecco alcuni stralci di battute…
JOHNNYMITRASto morendo, è vero, ma non sono così imbecille da non ricordare che non siamo nella saga dire Artù dove i cantori tramandano gesta; ma ci troviamo in non so quale periodo dell’era jazz ove tutto si consuma in una notte ed il profumo di certi fiori muore senza essere colto da narici umane, poiché vive un istante. ……………………………………………………………………………………………………………………………… MADAMEDILA'Me ne andrò lontano, un giorno, quando meno te lo aspetterai. Me ne andrò in un posto dove la gente parlandosi può guardarsi negli occhi, senza il timore di venir confuso con altri libri già letti, con altri mondi che non ho vissuto. Dove le albe e i tramonti non dipendono da te. Io riderò sguaiatamente sapendoti qui col tuo indispensabile. Senza nessuno da poter umiliare. Senza nessuno da poter schiacciare. Tu che sei padrona di me sola, unica serva ad obbedirti ancora, ti troverai domani ad implorare per poter servire e così vederlo ancora quel potere che ti ha consumata, seppure in mani che non son più le tue. Ma poi ti guardo e mi domando a quale prezzo inseguo un sogno? A quale prezzo? ……………………………………………………………………………………………………………………………… LITA LIANOUn attore è Prometeo. In ogni sera della sua vita, in ogni piazza, su ogni palcoscenico, questo piccolo essere insignificante si arrampica sui sogni della gente per giungere fino all’Olimpo e poi rubare il fuoco agli dei. Questo è recitare: rubare il fuoco agli dei. E questo ancora una volta voglio fare. ……………………………………………………………………………………………………………………………… LADYEMCerto che no. Tutti gli stessi sguardi. Tutti le stesse frasi. Tutti che hanno bisogno di ancora un po’ di tempo. Di un attimo, o ancor meno, ma sempre tempo mi chiedono. Perché son fredda, mi domandavi, Madamedilà? Prova tu a non dare tempo a chi te lo sta chiedendo. Prova a guardarlo negli occhi e a non dargli tempo mentre ti sta supplicando. Fallo per secoli. Fallo per millenni. Poi mi dirai di che cosa sei fredda e perché la gente in definitiva non ti vorrebbe accanto a sé. Non me ne vado, certo, di fronte a chi mi supplica, ci mancherebbe altro!
| inviato da il 30/8/2006 alle 14:32 | |
20 agosto 2006
C'era una volta il giorno dopo
Ma ve lo immaginate il giorno dopo? Quando, al risveglio, quel che fu Pinocchio, si cercò, disperato, nello specchio senza poter raggiungere lo scopo.
Cambiò strumento, si specchiò in un secchio. Ma dov’era finito il burattino? E soprattutto: chi era quel bambino, quel tipo alieno, quello scarabocchio?
Pensò: ”Mi sa che ho fatto un bel casino! E non so neppur dire com’ è andata. Forse iersera, al party della Fata, devo avere bevuto troppo vino!”
E in quel giorno, di cui non sapea data, fu nuovo al mondo il vecchio burattino, ed quindi travestito da bambino si gettò nella danza della vita.
Aprì la porta a questo mondo strano- del qual dovea imparare ancora tutto: ogni parola, simbolo, concetto, fino a che non ne fosse stato pieno-
e gli sembrò un meccanismo matto, in cui uomini, donne e anche bambini si comportano come burattini, o peggio ancora: come Volpe e Gatto.

| inviato da il 20/8/2006 alle 13:45 | |
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